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Conclusa indagine
sui Ros
Traffici di droga e Kalashnikov dietro le indagini con infiltrati
Milano,
si è conclusa l’inchiesta sul Generale Ganzer e un gruppo di carabinieri
del Raggruppamento operativo speciale "Ecco le accuse al capo del Ros"
Milano - Promuovevano, costituivano, dirigevano
e organizzavano all’interno del Raggruppamento operativo speciale dei
Carabinieri un gruppo dedito alla commissione di una serie indeterminata
di illecite importazioni e cessioni di ingenti quantità di eroina, cocaina
e hashish, utilizzando la struttura, i mezzi e l’organizzazione dell’Arma
dei carabinieri e abusando della propria qualità di pubblici ufficiali...
"
Per questo, il 19 ottobre, a Milano compariranno sul banco degli imputati,
davanti al giudice preliminare Andrea Pellegrino, due tra gli
uomini-chiave dell’Arma nella lotta alla criminalità: il generale
Giampaolo Ganzer, comandante del Ros (Raggruppamento Operativo Speciale)
dei Carabinieri, e il Colonnello Mauro Obinu, ex ufficiale dei Ros, oggi
capo della sezione Criminalità organizzata del Sisde, accusati di
associazione a delinquere finalizzata al traffico degli stupefacenti,
peculato e falso. Insieme a Ganzer e Obinu, verranno citati in giudizio
con le stesse accuse un magistrato (il pubblico Ministero bresciano Mario
Conte), un capitano, sette sottufficiali e un appuntato, tutti del Ros. Il
decreto che fissa l’udienza è stato notificato nei giorni scorsi agli
imputati.
E insieme al decreto diviene pubblica la richiesta di rinvio a giudizio
che costituisce l’atto finale dell’inchiesta iniziata sette anni fa a
Brescia dal pm Fabio Salomone grazie alle rivelazioni di un rapinatore,
Biagio Rotondo detto il Rosso, “arruolato” in carcere dai carabinieri del
Ros:Inchiesta rimbalzata di procura in procura tra tensioni e veleni, e
approdata infine alla Direzione Antimafia di Milano nelle mani dei pm
Luisa Zanetti e Daniela Borgonovo. E’ una inchiesta delicata e scivolosa,
raccontata nei mesi scorsi da Repubblica, su cui l’atto finale fornisce
nuovi, sconcertanti dettagli. Nuovi episodi, nuovi verbali che solo ora
vengono alla luce.
E che hanno convinto la Procura milanese che per quanto incredibile
possa sembrare all’interno del Ros agiva indisturbata una struttura
deviata, che trafficava quantità impressionanti di stupefacenti: Ganzer e
Obinu sono accusati di avere importato in Italia a bordo della motonave "Bisanzio",
salpata da Beirut e approdata a Ravenna il 9 Dicembre 1993,
“centodicianove kalashnikov, due lanciamissili, quattro missili e numerose
munizioni”, destinati alla malavita organizzata e venduti in cambio di una
somma di denaro di cui si ignora la destinazione finale. Ignota, d’altronte,
risulta essere la sorte di buona parte del denaro che veniva gestito da
quella struttura dei Ros.
La convinzione finale raggiunta dagli inquirenti è che una parte
consistente dei fondi (si parla di molti miliardi di lire) sia stata
versata direttamente dai Ros nelle casse dei "cartelli" di
narcotrafficanti colombiani e libanesi cui si rivolgevano per ordinare la
droga da fare sbarcare in Italia e da consegnare senza nessun controllo
ai propri trafficanti di fiducia in vista dei "blitz" presentati come
brillanti operazioni di servizio.
Che spesso si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, si concludevano
con l’arresto solo dei pesci piccoli e il recupero solo di parte della
droga. Anche per questo Ganzer e i suoi uomini sono accusati di essere
andati completamente al di fuori della legge che consente l’utilizzo di
infiltrati nelle organizzazioni criminali e il ritardo nei sequestri di
droga per arrivare ai vertici delle bande, ma in nessun modo prevede che
possa essere una forza di polizia a ideare e a gestire in prima persona un
traffico di droga: importandola, raffinandola, immagazzinandola e trovando
gli acquirenti, e finanziando coi soldi dello Stato i narcos produttori.
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