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Sito aggiornato a giovedì, 11 settembre 2008

   
         

Conclusa indagine sui Ros

Traffici di droga e Kalashnikov dietro le indagini con infiltrati

Giovedì 17 giugno 2004

 

Milano, si è conclusa l’inchiesta sul Generale Ganzer e un gruppo di carabinieri del Raggruppamento operativo speciale "Ecco le accuse al capo del Ros"

Milano - Promuovevano, costituivano, dirigevano e organizzavano all’interno del Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri un gruppo dedito alla commissione di una serie indeterminata di illecite importazioni e cessioni di ingenti quantità di eroina, cocaina e hashish, utilizzando la struttura, i mezzi e l’organizzazione dell’Arma dei carabinieri e abusando della propria qualità di pubblici ufficiali... "
Per questo, il 19 ottobre, a Milano compariranno sul banco degli imputati, davanti al giudice preliminare Andrea Pellegrino, due tra gli uomini-chiave dell’Arma nella lotta alla criminalità: il generale Giampaolo Ganzer, comandante del Ros (Raggruppamento Operativo Speciale) dei Carabinieri, e il Colonnello Mauro Obinu, ex ufficiale dei Ros, oggi capo della sezione Criminalità organizzata del Sisde, accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico degli stupefacenti, peculato e falso. Insieme a Ganzer e Obinu, verranno citati in giudizio con le stesse accuse un magistrato (il pubblico Ministero bresciano Mario Conte), un capitano, sette sottufficiali e un appuntato, tutti del Ros. Il decreto che fissa l’udienza è stato notificato nei giorni scorsi agli imputati.
E insieme al decreto diviene pubblica la richiesta di rinvio a giudizio che costituisce l’atto finale dell’inchiesta iniziata sette anni fa a Brescia dal pm Fabio Salomone grazie alle rivelazioni di un rapinatore, Biagio Rotondo detto il Rosso, “arruolato” in carcere dai carabinieri del Ros:Inchiesta rimbalzata di procura in procura tra tensioni e veleni, e approdata infine alla Direzione Antimafia di Milano nelle mani dei pm Luisa Zanetti e Daniela Borgonovo. E’ una inchiesta delicata e scivolosa, raccontata nei mesi scorsi da Repubblica, su cui l’atto finale fornisce nuovi, sconcertanti dettagli. Nuovi episodi, nuovi verbali che solo ora vengono alla luce.
E che hanno convinto la Procura milanese che ­ per quanto incredibile possa sembrare ­ all’interno del Ros agiva indisturbata una struttura deviata, che trafficava quantità impressionanti di stupefacenti: Ganzer e Obinu sono accusati di avere importato in Italia a bordo della motonave "Bisanzio", salpata da Beirut e approdata a Ravenna il 9 Dicembre 1993, “centodicianove kalashnikov, due lanciamissili, quattro missili e numerose munizioni”, destinati alla malavita organizzata e venduti in cambio di una somma di denaro di cui si ignora la destinazione finale. Ignota, d’altronte, risulta essere la sorte di buona parte del denaro che veniva gestito da quella struttura dei Ros.
La convinzione finale raggiunta dagli inquirenti è che una parte consistente dei fondi (si parla di molti miliardi di lire) sia stata versata direttamente dai Ros nelle casse dei "cartelli" di narcotrafficanti colombiani e libanesi cui si rivolgevano per ordinare la droga da fare sbarcare in Italia e da consegnare ­ senza nessun controllo ­ ai propri trafficanti di fiducia in vista dei "blitz" presentati come brillanti operazioni di servizio.
Che spesso si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, si concludevano con l’arresto solo dei pesci piccoli e il recupero solo di parte della droga. Anche per questo Ganzer e i suoi uomini sono accusati di essere andati completamente al di fuori della legge che consente l’utilizzo di infiltrati nelle organizzazioni criminali e il ritardo nei sequestri di droga per arrivare ai vertici delle bande, ma in nessun modo prevede che possa essere una forza di polizia a ideare e a gestire in prima persona un traffico di droga: importandola, raffinandola, immagazzinandola e trovando gli acquirenti, e finanziando coi soldi dello Stato i narcos produttori.