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Confindustria, anche
l'est Europa sorpassa il Sud |
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F.te La Gazzetta
del Mezzogiorno: 25/10/07 |
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«C'è bisogno a questo punto – commenta il vicepresidente
di Confindustria Ettore Artioli – di cambiare passo e di fare un deciso
salto di qualità nelle politiche per il Mezzogiorno, perchè gli sforzi
profusi finora hanno portato a risultati insoddisfacenti. Confindustria
si impegna per un Sud nuovo che vuole essere messo nella condizione di
attrarre nuovi investimenti e competere sui mercati» |
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ROMA – Anche l’Europa
dell’Est sorpassa, in alcuni casi, il Mezzogiorno d’Italia. La
fotografia di un divario sempre più profondo tra il produttivo Nord e le
regioni meridionali è offerta dall’edizione 2007 degli Indicatori
economici e sociali regionali e provinciali (Editore SIPI, Collana
Industria e Territorio n. 12). Il volume, curato dall’Area Mezzogiorno
di Confindustria, rende disponibile una organica raccolta di statistiche
riguardanti i più significativi fenomeni economici e sociali e la loro
articolazione sul territorio.
Indicazioni interessanti vengono fornite dall’indice sintetico,
riportato nel volume, che mira a graduare le province cogliendo aspetti
del benessere collettivo non sempre considerati in questo tipo di
elaborazioni. Si scopre così che tra il gruppo delle prime dieci
province, tutte centro settentrionali (Milano, Trieste, Bologna, Aosta,
Modena, Verona, Ravenna, Brescia, Parma e Novara) e quello delle ultime
dieci, tutte meridionali (Reggio Calabria, Nuoro, Caltanissetta, Enna,
Oristano, Benevento, Foggia, Agrigento, Caserta e Vibo Valentia), le
differenze siano notevoli. E ancora di più lo diventano se il confronto
viene effettuato tra l’ultima della classifica (Vibo Valentia) e la
prima (Milano): il divario che si osserva è talmente profondo (il
rapporto è di 1 a 2,64) da trovare solo pochi riscontri a livello
europeo. E ciò è tanto più importante se si considera che proprio alcuni
dei nuovi Stati membri dell’Unione (si pensi alla Repubblica Ceca,
all’Ungheria, alla Slovenia) stanno ormai raggiungendo, e in taluni casi
superando a velocità molto elevata, le nostre regioni meridionali.
«C'è bisogno a questo punto – commenta il vicepresidente di
Confindustria Ettore Artioli osservando come l’informazione statistica a
scala provinciale incontri sempre di più i favori del vasto pubblico di
operatori specializzati e no – di cambiare passo e di fare un deciso
salto di qualità nelle politiche per il Mezzogiorno, perchè gli sforzi
profusi finora hanno portato a risultati insoddisfacenti. Confindustria
si è impegnata e continuerà a farlo per un Sud nuovo che non nutre
alcuna nostalgia per le tutele e le protezioni, ma che, proprio per
questo motivo, vuole essere messo nella condizione di attrarre nuovi
investimenti e competere sui mercati. La manovra di finanza pubblica per
il 2008 fa registrare qualche arretramento rispetto alla Legge
Finanziaria dello scorso anno. E' auspicabile che siano apportati tutti
i correttivi necessari affinchè l’impegno delle imprese possa fare
affidamento su risorse finanziarie certe e strumenti agevolativi
pienamente operativi».
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