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Sito aggiornato a giovedì, 11 settembre 2008

   
     
 

Vincenzo Visco: stralcio dei verbali dell'interrogatorio

F.te: Il Sole 24 Ore del 22 sett. 2007

Crede in una Guardia di Finanza autonoma dalla politica ("io personalmente non ho mai neanche proposto un nome, non dico a un Militare, ma neanche a un direttore generale"), in nome di "una correttezza istituzionale nel funzionamento, nei comportamenti". Anche se - dice il viceministro Vincenzo Visco nel corso dell'interrogatorio sulle presunte pressioni che avrebbe fatto, nell'estate del 2006, sull'allora comandante delle Fiamme Gialle, Roberto Speciale, al fine di ottenere il trasferimento da Milano di quattro ufficiali "scomodi" – "intuivo, vedevo poi leggevo i giornali che c'erano dei problemi evidenti nel vertice della Guardia di Finanza, che stava succedendo qualcosa di singolare". Non solo: "C'era un intreccio di interessi che teneva in modo stretto insieme alcuni settori al vertice della Guardia di Finanza e, in particolare, con la Procura di Milano".
È un Visco che critica Speciale perché, a pochi giorni dallo scoppio di Calciopoli, "andava in giro con Moggi"; perché, al posto di reati finanziari e lotta all'evasione, "parlava dei Reparti Speciali, cioè di incarichi da tutte le parti, di pezzetti di Guardia di Finanza da sistemare". Ma è anche un Viceministro che, davanti al Pm Angelantonio Racanelli e al procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara, parla di informazioni riservate sulle "indagini in corso in Puglia su finanziamenti elettorali che riguarderebbero pure i Ds" che il generale gli avrebbe fornito. Che descrive la Festa delle Fiamme Gialle a Napoli dell'anno scorso ("(…) una cosa impressionante, cioè una festa in cui si blocca tutta via Caracciolo per tre giorni"). Infine, è un Viceministro dell'Economia che parla dei presunti legami della Guardia di Finanza di Milano con il Governo Berlusconi ("(…) avevano un rapporto molto stretto (…) presumibilmente con la precedente gestione governativa"). Di seguito, alcuni punti salienti dell'interrogatorio.

I rapporti con Speciale
Visco si sofferma sui rapporti tra ministro e comandante. Tra autorità politiche e amministrazione, dice, "i problemi sono di indirizzo e di opportunità ferma l'autonomia che io ribadisco in tutti quanti i miei rapporti anche con Speciale, perché questa è una cosa di cui io sono fortemente convinto, uno deve potersi scegliere i propri collaboratori, naturalmente se uno vuole mettere a fare un mestiere a uno che non è in grado di farlo e ne fa un altro dico: "guardi, secondo me non va fatto", però non si…io personalmente non ho mai neanche proposto un nome, non dico a un Militare, ma neanche a un direttore generale, perché funziona molto meglio così, perché uno ha la responsabilità, si sceglie i collaboratori e mi deve portare i risultati".

I rapporti con la Gdf
"poi l'altra questione importante è ricordare che io ho diretto la Guardia di Finanza per quattro anni consecutivi, quindi conosco il Corpo, sono anche molto attaccato al Corpo e mi è sempre premuto mantenerne una correttezza istituzionale nel funzionamento, nei comportamenti, etc… Dopodiché una volta cambiato il Governo poi andai al ministero del Tesoro, poi io ho continuato a seguire quello che succedeva nel Corpo, è mia responsabilità, io ero responsabile del mio partito, delle politiche finanziarie, fiscali e quant'altro. Quindi ho mantenuto contatti con il corpo a vari livelli, in particolare avevamo rapporto costante, ci vedevamo due o tre volte l'anno con il generale Maiella, che Capo di Stato maggiore del generale Mosca Moschini, prima era sottocapo e poi… il generale Maiella, il quale era di fatto stato esautorato dall'oggi al domani dal mio predecessore a settembre del 2001 senza alcuna motivazione e mandato in qualche modo in un sottoscala, Il generale Mariella purtroppo è morto" (…)
"Quindi io sapevo, intuivo, vedevo poi leggevo i giornali che c'erano dei problemi evidenti nel vertice della Guardia di Finanza, che stava succedendo qualcosa di singolare, in particolare che c'era un intreccio di interessi e di potere che teneva in modo stretto insieme alcuni settori al vertice della Guardia di Finanza e in particolare con la Procura di Milano. Tenga presente che la vecchia procura di Milano fu completamente cambiata dal ministro Tremonti pochi mesi dopo che io… (qui Visco fa probabilmente riferimento al cambio dei vertici della Guardia di Finanza milanese ndr.) ".
I giudizi su Luciano Moggi
"Io ero già abbastanza seccato, perché erano state pubblicate pochi giorni prima le cose di Calciopoli etc, e risultava che c'era una bella fetta di vertice della Guardia di Finanza coinvolti, in particolare ci stava Speciale, il quale andava in giro con Moggi, sull'aereo di Moggi, prendevano biglietti per sé e le cose, il che è praticamente disdicevole per uno che si deve occupare di società, per giunta la Juventus è una società quotata e di possibili reati finanziari, e nel caso specifico del signor Moggi, insomma, dico quanche…quindi io ero già diciamo indispettito" (…) "Gli dissi: la Guardia di Finanza in questi anni si sono fatti condoni, non si è fatta nessuna…quindi bisognerà riorganizzare il Corpo in quella direzione".

Il Capo dell'Accademia militare Attardi
(…) "Si diceva fin da quando era stato nominato (il generale Attardi, il capo dell'Accademia militare ndr) che era, insomma, stravagante che l'ultimo del corso fosse diventato capo delle Scuole e inoltre lui doveva essere trasferito per motivi di opportunità, tant'è che ci dovrebbe essere da qualche parte una richiesta formale del generale Favaro, che allora aveva competenza di fare queste richieste".

Gli scontri con Speciale
Il generale dice al ministro: "Ministro, guardi, qua io ho fatto un errore e anzi me l'hanno fatto fare perché mi è stato imposto, io voglio cambiare il Capo di Stato Maggiore" (…) "Appunto, tu me lo vieni a chiedere subito, ma che fai, pensi che io sono scemo, mi presto a una strumentalizzazione politica. Allora dissi: Generale, guardi, non mi pare motivato. Per il momento, vediamo più avanti, evitiamo le inevitabili polemiche politiche".

Le favolose spese del Corpo
(…) "Speciale invece di parlarmi di reati finanziari, lotta all'evasione parlava dei Reparti Speciali, cioè di incarichi da tutte le parti, di pezzetti di Guardia di Finanza da sistemare, insomma, essere presenti era più importante di essere operativi. Quindi io continuavo, insomma, a essere seccato".

Festa della Guardia di Finanza a Napoli nel 2006
(…)"Il venti giugno andiamo alla festa, lì rivedo Mariella, che mi dice le solite cose, in particolare, appunto, lui consigliava di rompere questo nucleo e lì la festa era una cosa impressionante, cioè una festa in cui si blocca tutta via Caracciolo per tre giorni, si fanno marce in costume, cose, centinaia di ospiti, intrattenimento, cioè una cosa… io con Mosca Moschini le feste della Guardia di Finanza si facevano nel cortile della Caserma qui a Roma, poi c'era alla fine quello che loro chiamano "brand on air" e finiva lì, infatti in quella occasione anche il Presidente della Repubblica mi disse: "Ma questi quanto hanno speso", era tutta una cosa gonfiata".

Visco e le richieste di Speciale
(…) "Il 26 giugno arriva da me Speciale e mi dice: "Ministro io vorrei fare questo assestamento". Tenga presente che questo assestamento era assolutamente anomalo, nel senso che i trasferimenti alla Guardia di Finanza si fanno a maggio". Il pm Racanelli dice: "Prima che Lei dica oltre il Generale Speciale spiega questa cosa dicendo, appunto, che si sono verificati degli eventi, tra cui anche Calciopoli, appunto, dice lui dice che c'era necessità di sistemare questi Generali coinvolti in Calciopoli, lui cita Attradi, poi parla anche del fatto che lei praticamente aveva chiamato il Capo Gabinetto il Zanini e quindi bisognava sostituire il Generale Zanini".

Le accuse a Speciale "di manovre"
Parla Visco: (…) "Naturalmente Speciale non ha mai, non ha detto questo a me, a me ha prospettato questo che è un cambiamento molto più ampio, non mi ha mai fatto riferimento a Zanini, o a necessità, diciamo, di scacchiera, muove un pezzo devono muovere tutti gli altri, in quel caso si poteva limitare eventualmente a sostituire soltanto la filiera che portava a Zanini" (…) "lui non parla a Milano del fatto che mi aveva proposto questa roba. Allora, io questa roba come l'ho interpretata? L'ho interpretata per quella che era: il tentativo di consolidare una struttura di Comando appena possibile, cioè prima che… loro forse sottovalutavano anche la mia conoscenza delle cose".

Le "dritte" di Speciale sulle indagini sui Ds in Puglia
Sempre Visco afferma: (…) "E poi l'ho sentito (il generale Speciale ndr.) telefonicamente un'altra volta. In quel giorno lì lui mi volle vedere, dice: "Vengo dovunque lei si trovi", perché era domenica, dice: "Passo io perché non sono molto lontano". Vado là e lui mi dice: "Allora, le volevo dire una cosa riservatissima, ci sono delle indagini in corso in Puglia su finanziamenti elettoriali che riguarderebbero pure i Ds, al che io mi metto a ridere, dico: "Generale, per una cosa del genere, fate, vadano avanti. Se c'è qualcosa di sbagliato non esiste". Poi l'altra volta mi ha telefonato che, invece, è stato nel corso di questo inverno, che io poi fui con lui non ho voluto più avere rapporti, il trade union per telefono, un altro diceva: "Guardi che adesso stanno per andare a perquisire un tizio", doveva essere amico di coso, quello dell'Unipol, come di chiama?". Avvocato Guido Calvi, difensore di Visco:" Consorte". Visco: "Consorte". Racanelli, Pm: "Consorte". Visco: "Consorte. Al che dissi: "A me degli indizi non me ne può fregare di meno – come si dice a Roma – va bene, grazie". Quindi il personaggio era di questo tipo".

Visco e Milano
(…) "Allora, io sapevo che a Milano c'era una situazione che non era coerente con la strategia politica del Governo, nel senso che lì c'erano un gruppo di persone che era più dedito a altro tipo di interessi, che non a quello di affrontare le questioni dei reati economico – finanziari" (…) "E quindi si erano creati intrecci di amicizie, di interessi che io non conosco dettagliatamente, che potevo intuire e che non mi piacevano,e continuano a non piacermi. Allora io chiamai Pappa e Favaro per sapere loro che pensdassero di questa cosa, la prima cosa è che loro caddero dalle nuvole, perché non lo sapevano, e mi dissero tutti e due in coro che non andavano bene, c'erano alcuni che si potevano accettare e altri che non andavano bene".

Le contraddizioni di Visco rilevate dal Pm
(…) Parla il Pm, Racanelli: "Aspetti, prima di andare a Speciale, perché, insomma, quello che lei dice circa l'incontro con Pappa e favaro non è proprio, diciamo così, le dichiarazioni che rendono i due Generali sono leggermente differenti, cioè abbastanza differenti dalle sue, nel senso che praticamente quando lei fa vedere praticamente questo prospetto, giustamente quello che lei ha detto che Pappa non ne sapeva nulla, perché infatti dice: "Io feci presente al Vice Ministro che mi aveva chiesto spiegazioni che non erano in grado di fornirleperché non ero stato interpellato, né conoscevo il contenuto del predetto prospetto, anzi manifestai alcune perplessità sulla procedura seguita"

Congratulazioni o raccomandazioni?
(…) Afferma il Pm, Racanelli: "lui (il generale Speciale ndr.) ribadisce questo discorso del foglietto, etc., che dice: "Questi qui devono essere trasferiti", lui dice: "Io ho chiesto eventuali motivazioni alla base di questa sua richiesta, il Vice Ministro non mi fornì alcuna richiesta e anche di fronte alla richiesta del Vice Ministro di concordare per il futuro con i Generali Pappa e Favaro ogni decisione in materia di impiego, io feci presente che avrei svolto le mie funzioni secondo le disposizioni di legge, ribadendogli che io ero il Comandante Generale della Guardia di Finanza. In quel momento non ho fatto ulteriori valutazioni, se non quelle di constatare che si stava cercando di conculcare le mie prerogative di legge". Questo è quello che dice lui adesso".
Visco afferma: "È totalmente falso".
Replica il Pm, Racanelli: "Quindi non è assolutamente vero questo che dice Speciale?"
Risponde Visco: "È totalmente falso, lui non battè ciglio, non disse né sì, anzi disse sì, cioè prese atto, non mi disse nulla delle lettere di raccomandazioni che aveva ricevuto".
Racanelli: "Di congratulazioni".
Visco: "Di raccomandazione dei Militari".
Il Pm, Racanelli: "Di congratulazioni erano".
Visco: "Sì, di apprezzamento".
Il Pm, Racanelli: "Ha detto di raccomandazioni, nel senso…".
Visco: "Il termine inglese che significa presentazione, perché, ripeto, sarei stato ingenuo e poco responsabile a non tenerne conto. Tenga presente queste storie succedevano sempre, anche prima, quandi si doveva cambiare qualche dirigente da qualche sede normalmente le procure dicevano: "No, lasciatecelo", allora cominciava una cosa, lettere, cose".

I legami della Guardia di Finanza con l'esecutivo Berlusconi
Parla Visco. "Non si occupavano della lotta all'evasione (ndr la Guardia di Finanza di Milano)".
Il Pm, Racanelli: "E cosa facevano secondo quello che è saputo da lei?".
Visco: "Non ne ho la più pallida idea di quello che facevano, dico però chiaramente avevano un rapporto molto stretto con i vertici della Guardia di Finanza e presumibilmente con la precedente gestione governativa. E questo è più che sufficiente"
(…)
Chiede il Pm, Racanelli: "Perché al momento in cui lei affronta questo discorso sapeva che questi ufficiali stavano svolgendo indagini per conto della Procura di Milano sulla scalata Antonveneta?".
Visco: "No".
Ancora il Pm, Racanelli: "Non lo sapeva?".
Visco: "Non lo so, sicuramente no, sicuramente non ho fatto nessun collegamento con questo, d'altra parte sulla scalata Antonveneta io avevo le stesse posizioni del dottor Greco" (…) "No, nel senso… però, scusi, dico no, poi però se lei mi chiede se leggevo la stampa dico sì".

La lettera al Procuratore di Milano, Manlio Minale
Visco: "Aspetti, io della lettera di Minale io vengo a sapere lunedì mattina quando faccio…".
Il Pm, Racanelli: "Il 17".
Visco: "Il 17 quando con la bava alla bocca telefono a Speciale…".

Visco e i trasferimenti
Visco: (…) "comincio a rendermi conto del fatto che qui c'era qualcosa nel comportamento di questa gente che non andava, perché prima non avevo capito perché, soprattutto se doveva partire per Bari perché mi manda la lettera alla mattina dello stesso giorno e poi sollecitando una risposta, prima cosa; secondo: poi lui se ne va a bari e i miei mi dicono: "Guarda che qua pare che la cosa non va avanti", al che io lo chiamo e gli chiedo: "Ma che sta succedendo Generale? Ci sono novità?". Dico: "Lei proceda, a questo punto abbiamo iniziato, proceda". Tenga presente che io non sono una persona che ordina, io sono una persona che dirige, ciè questi sono Militari e quindi interpretano probabilmente tutto in termini…".

Incalzato dalle domande del Pm, Visco dice: "Si rilassi"
Visco: "Aspetti un momento".
Il Pm, Racanelli: "Prego".
Visco: "Si rilassi".
Il Pm, Racanelli: "No, io sono rilassato, anche perché probabilmente in questa situazione qua io non ho motivo per non essere rilassato io".

Visco e gli informatori
Il Pm, Racanelli: "Ma li dica gli altri nomi, se ci sono".
Visco: "Non me li ricordo, perché non li conosco, non li conosco perché arrivavano telefonate, cose, etc.".

Visco, il Governo e Speciale: chi non si fida?
Il Pm, Racannelli: "(…) diciamo così, il distacco, c'era un rapporto fiduciario eventualmente anche, ma non è che il Comandante Generale può essere, diciamo così, espropriato anche delle persone da distaccare".
Visco: "Ma nessuno…"
Il Pm, Racanelli: "Ma infatti non c'è contestazione, però dico questo può apparire sintomatico di una certa…"
Visco: "No, questo conferma semplicemente che il Governo non si fidava del generale Speciale".
Il Pm, Racanelli: "Va bene".
Visco: "Il Governo, non il sottoscritto".

"Non sono Viceministro"…
Visco: "Sono stato Ministro delle Finanze e del Tesoro".
Il Pm, Racanelli: "Lei la Guardia di Finanza l'ha tenuta sempre lei o l'ha data a un Sottosegretario in passato?".
Visco: "No, non, scherziamo, ma io non sono Sottosegretario".
Il Pm, Racanelli: "No, Vice Ministro, ma infatti…".
Visco: "No, non sono neanche un Vice Ministro se non formalmente, cioè io sono una persona che avendo fatto il Monistro delle Finanze, Ministro del Tesoro, si è prestato a fare questa cosa, perché serviva alla Camera e dato che il Ministro dell'Economia è un mio vecchio amico e non è un politico io l'ho fatto per dovere, perché avendo già fatto tutto quello che si poteva fare…".

"L'ho trattato a pesci in faccia".
Pm, Racanelli: "Senta, l'ultima domanda. Sul contenuto di questa telefonata del 17, perché poi questa rappresenta, appunto, una ipotesi di imputazione, quindi su questo dobbiamo un attimo… ultimi flash, etc. Ecco, lei ha già detto in sintesi quale è stato il contenuto di questa telefonata".
Visco: "Sì, ho detto che non mi ricordo e escluderei che…".
Pm, Racanelli: "Sì, il discorso del Minale, della lettera da concordare con Minale".
Visco: "Per il resto l'ho trattato a pesci in faccia, come si dice, poi ha sbattuto il telefono, però dico che…".